L’incrocio

Capita a volte di sentirsi stanchi e comprendere che c’è qualcosa che non funziona. È allora che ci si rivolge “ad uno bravo”. E cosa succede quando le persone perdono di risoluzione? Quando una parola può trasformarsi in un virus capace di frammentare i pixel della tua realtà?

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Nota Audio #01

Data: 12 Ottobre
Paziente: Giulio M., 48 anni.
Sintesi: Il paziente si presenta con un quadro di ansia generalizzata e disturbi del sonno. Riferisce fenomeni di pareidolia ricorrente (scambia segnali stradali per figure umane). Il paziente è un credente non praticante, il che suggerisce una predisposizione a cercare “segni” o significati latenti nel caos visivo. La vita frenetica e il carico di responsabilità familiare sembrano aver eroso le sue difese cognitive.
Ipotesi: Stress acuto. Consiglio monitoraggio dei picchi ansiosi durante la guida.

Il mio sguardo indugia sulla strada già buia illuminata dai lampioni. Oltre la strada, il parco e gli edifici della scuola media. Adoro questa atmosfera, quest’ora così intima quando il grosso del traffico è ormai passato e le promesse della notte si affacciano dopo una giornata di lungo lavoro.

Questa sera sushi e poi un bel fine settimana di riposo.
Per quanto non sia fisicamente faticoso il mio lavoro, che adoro, è sicuramente molto impegnativo. La cosa bella è che mi sento utile e poi ascoltare mi piace. È questo che manca in questa società, un po’ di ascolto, contatti veri, poi si finisce per vedere persone immaginarie a bordo strada!

Nota Audio #04

Data: 02 Novembre
Sintesi: Svolta nel quadro clinico. Giulio riferisce un trauma recente: ha assistito all’investimento di un cane sul percorso casa-lavoro. Nonostante l’incidente sia lieve, l’impatto emotivo è stato profondo. Il paziente descrive la prima “anomalia strutturale”: afferma le persone sulle strisce pedonali, un istante prima dell’impatto, sembravano “vibrare” o sdoppiarsi.
Impressione clinica: Il trauma ha agito da catalizzatore per un disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione. Il “glitch” è chiaramente una metafora psichica della sua fragilità interiore che emerge in superficie.

Oggi è stata una giornata davvero pesante, per quanto mi piaccia il mio lavoro con casi come questo di Giulio ci rimango sempre male. È come se invece di fare piccoli progressi si vada a peggiorare. So che a volte è così ma nel suo caso potrebbe essere pericoloso.

“Sara puoi venire un attimo?”
La mia giovane assistente si affaccia alla porta, elegante e sorridente, un recente acquisto dello studio di cui sono particolarmente felice. Questa ragazza è equilibrata e porta allegria con sè.

“Eccomi doc. come posso aiutare?”
“Ho bisogno della trascrizione di alcuni file audio. Si lo so che ci sono le intelligenze artificiali, puoi trascrivere come vuoi, controlla però che sia tutto corretto. So che posso fidarmi di te.”
Le sorrido e lei mi sorride di rimando.
“Ti mando tutto per mail.”

Nota Audio #09

Data: 23 Novembre
Sintesi: I fenomeni di pareidolia sono degenerati in allucinazioni visive persistenti e complesse. Giulio parla di “frame bloccati” e “pixelature” della realtà urbana. È interessante il suo uso di un linguaggio informatico, nonostante non sia un esperto. Dice che la moglie sembra “perdere risoluzione” quando è stanca. Note di Transfert: Avverto una forte resistenza. Il paziente tenta di convincermi della natura oggettiva delle sue visioni.

“Doc. mi scusi, un po ‘me ne vergogno ma ho visto che il signor M. è uscito e volevo dirle una cosa importante…” Sara ha le guance rosse e aspetta sulla soglia dello studio. È la prima volta che la vedo imbarazzata, sono incuriosito ed allo stesso tempo un po’ preoccupato.

“Entra Sara, chiudi la porta e dimmi tutto, ti ascolto”

Nota Audio #1

Data: 23 Novembre
Sintesi: Sara riferisce che da quando ha ascoltato il racconto del paziente Giulio M. per la trascrizione dei file audio, le è capitato di passare diverse volte nell’incrocio in cui è avvenuto l’investimento del cane e la prima apparizione del “glitch”. Sara dichiara di aver osservato lo stesso fenomeno e che dopo aver parlato con il suo fidanzato anche lui ha notato il glitch.Afferma che la cosa più spaventosa non è vedere le persone bloccate nel loop ma la sensazione che quelle la stessero guardando con orrore come se fosse stata lei “sbaglita”.

Nota Audio #12

Data: 14 Dicembre
Sintesi: Sessione estenuante. Giulio descrive un incrocio dove i pedoni sono bloccati in un loop motorio su uno sfondo magenta. La sua descrizione è talmente vivida e coerente da risultare disturbante. Manifesta sintomi di psicosi paranoide, convinto che il mondo stia “esurendo la memoria video”. Giustifica il fenomeno attribuendo un significato spirituale al tutto, come se la sua anima fosse prigioniera di una realtà simulata troppo stretta.

Salgo in auto e accendo la musica
“I went to the crossroads, fell down on my knees
I went to the crossroads, fell down on my knees
Asked the Lord above, have mercy now, save poor Bob if you please”
Robert Johnson, Cross Road Blues, la storia di un uomo che all’incrocio si inginocchia e vende l’anima al diavolo. Un brivido mi percorre la schiena. Non è il momento di suggestionarsi questo.

Guido in maniera lenta e misurata, non che possa correre con il traffico che c’è. Man mano che mi avvicino alla destinazione mi faccio più attento, più analitico. Quando ero partito non me ne ero reso conto ma stavo per passare proprio nell’incrocio che ha dato il via alle visioni del mio paziente. Mi fermo al semaforo ed eccolo, il glitch. Esattamente sulle strisce pedonali.

Nota personale #1

Data: 20 Dicembre
Sintesi: Sono fermo in auto nel parcheggio del centro commerciale. Non riesco a scendere dalla macchina, ho appuntamento con Francesca al cinema ma quello che ho visto mi ha spaventato. Sono stato fermo al semaforo per 3 cicli di verde. In quel tempo ho potuto osservare una ragazza con una valigia a ruote cercare di attraversare le strisce scivolando in avanti senza fare un passo per poi retrocedere al punto di partenza con occhi accusatori che mi guardavano ed allo stesso tempo non mi guardavano. Il cielo spaccato a cubi magenta, piedi e gambe appartenenti a pedoni fermi sulla strada ed il suono del traffico che si velocizzava cambiando di intonazione e passando in modo non lineare emettendo fischi e ronzii innaturali. Ho paura che possa portarmi appresso questa cosa… questo virus. Devo prendermi un periodo di vacanza, per fortuna siamo quasi a Natale.

“Pronto, si ciao Franci, perdonami non mi sento bene, ti va se ci vediamo un’altra volta… grazie, perdonami ancora”.

Nota Audio #15

Data: 05 Gennaio
Sintesi: Giulio è qui. È calmo, quasi rassegnato. Dice che il glitch ha smesso di essere un’interferenza ed è diventato la struttura portante. Sostiene che noi siamo i “residui fissi” di una realtà che ha già crashato. 

Prendo un appunto veloce prima di rientrare nella stanza dove Giulio mi aspetta.
È il ritratto della stanchezza, non so più cosa stia davvero vedendo, di sicuro non quello che vedo io. Mi fermo alla finestra, oggi devo prendere delle decisioni per la sua salute. Osservo la strada come faccio spesso e come ormai ogni tanto capita, dei piccoli glitch, dei loop temporali o scuarci di cielo digitale appaiono per poi dissolversi rapidamente.

“Giulio, sai… li vedo anche io i glitch”.

Non credevo di poter dire questa cosa ora e a lui, mi giro per vedere la sua reazione maGiulio non è più seduto. O meglio, è seduto in dieci posti contemporaneamente. Una scia di fotogrammi di carne che attraversa la stanza. Il suo urlo è un suono metallico, un loop di 0.2 secondi che vibra contro le pareti. E poi capisco. 

Non è lui che è rotto. È la mia stanza. È il mio occhio. È il m-m-m-m-m…

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